di Alessandro Prevosto
Ci sono compleanni che si festeggiano con candeline e pasticcini, e altri che si festeggiano con risate. Le Cicale 2006 appartiene alla seconda categoria: un libro che, nel suo piccolo, celebra un traguardo importante. Sono passati infatti quindici anni dalla pubblicazione di Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano, e da allora Gino e Michele non hanno più smesso di raccogliere e restituirci l’Italia attraverso le sue frasi più improbabili.
Le Formiche erano state una rivelazione: un concentrato di comicità involontaria, di linguaggio reinventato, di filosofia popolare che sembrava uscita direttamente dal bancone di un bar o dal banco di scuola. Un fenomeno editoriale che ha fatto scuola, e che ancora oggi viene citato come esempio di satira “dal basso”.
A distanza di quindici anni, le formiche lasciano spazio alle Cicale. Non più piccoli insetti arrabbiati, ma cori chiassosi che riempiono l’aria con frasi raccolte qua e là. Il principio è lo stesso: dare voce a un’Italia che non ha bisogno di sceneggiatori, perché si scrive da sola, giorno dopo giorno.
Le Cicale 2006 è dunque un’antologia di voci, di battute, di strafalcioni, di dichiarazioni che fanno ridere per la loro assurdità. È come un grande microfono aperto sul paese: dalla politica alle scuole, dai media alla strada, ogni frase diventa una piccola perla che ci restituisce un ritratto vivido e spesso impietoso della nostra società.
Il bello del libro è proprio questo: il materiale è tutto autentico. Gino e Michele non hanno inventato nulla. Hanno solo avuto l’occhio, e soprattutto l’orecchio, per cogliere le uscite giuste al momento giusto. E trasformarle in un catalogo irresistibile di comicità involontaria.
Ci si ritrova così a leggere dichiarazioni politiche che oggi sembrano anticipare i social network, con la loro immediatezza sfrontata e a volte imbarazzante. Oppure lapsus scolastici che diventano filosofia involontaria, piccoli buchi neri di logica che finiscono per illuminare la realtà meglio di un saggio accademico.
Ogni pagina è una sorpresa. Alcune frasi strappano una risata fragorosa, altre un sorriso complice, altre ancora un moto di incredulità. Tutte, però, raccontano qualcosa di noi. Perché il segreto è che ridendo degli altri, alla fine ridiamo di noi stessi.
La struttura del libro invita a una lettura libera e disordinata. Non c’è una trama, non c’è un filo conduttore rigido: basta aprire a caso e lasciarsi catturare. È un libro da comodino, da viaggio in treno, da pausa pranzo. Perfetto anche da leggere ad alta voce in compagnia, perché la risata si moltiplica quando viene condivisa.
Rispetto alle Formiche, qui si avverte una maturità diversa: il gioco è rodato, il pubblico sa cosa aspettarsi e non resta deluso. È come tornare in un locale dove avevi già riso tanto: gli amici sono gli stessi, ma hanno nuove storie da raccontare. Le Cicale cantano, e non smettono più.
Eppure, dietro la leggerezza, c’è anche un ritratto serio e veritiero del nostro paese. Perché se certe frasi fanno ridere per la loro assurdità, altre fanno pensare: davvero abbiamo ascoltato parole simili da persone che ci governano? Davvero la realtà può superare così facilmente la fantasia?
È questo doppio livello che rende il libro più di una semplice raccolta comica. È satira allo stato puro, senza bisogno di commenti o editoriali. Basta mettere sotto gli occhi del lettore la realtà così com’è, e il ridicolo si rivela da solo.
Quindici anni dopo le Formiche, le Cicale ci ricordano che il talento italiano di dire cose fuori luogo è inesauribile. E che ridere di queste cose è il modo migliore per affrontarle. Le formiche si arrabbiavano, le cicale cantano: e noi, grazie a Gino e Michele, possiamo continuare a goderci entrambe.
In conclusione, Le Cicale 2006 è un libro leggero e irresistibile, da leggere e rileggere ogni volta che abbiamo bisogno di una dose di buonumore. È un viaggio dentro l’Italia, fatto di parole raccolte qua e là, che alla fine compongono un ritratto più vero del vero. E ci ricordano che ridere, in fondo, è ancora una delle cose più serie che possiamo fare.
Gino & Michele, Matteo Molinari
Le Cicale 2006 – 730 nuove battute
Kowalski Editore, 2006
