Oltre cinquanta tavole originali e, per la prima volta esposte al pubblico, tutte le strisce automobilistiche di Eronda: proprio quel versante meno conosciuto dell’opera di Mario De Donà che Buduàr aveva già contribuito a riportare all’attenzione dei lettori. La mostra apre l’11 settembre al Palazzo del Fumetto di Pordenone.
Il rigore era quello del graphic designer. L’ironia, invece, quella di un autore capace di prendere un’automobile, un rumore, un segnale o un contrattempo quotidiano e trasformarli in un piccolo cortocircuito visivo. È questo doppio registro a tornare al centro di Eronda – Il rigore dell’ironia, la mostra che inaugura venerdì 11 settembre alle ore 17 al Palazzo del Fumetto di Pordenone.
Per i lettori di Buduàr l’appuntamento ha anche un sapore particolare: una parte della produzione automobilistica di Mario De Donà, in arte Eronda, era già stata riproposta sulle nostre pagine, contribuendo a riportare all’attenzione un capitolo meno frequentato ma tutt’altro che marginale della sua opera.
Eronda oltre il graphic design
Nato nel 1924 da famiglia cadorina e formatosi all’Istituto d’arte di Venezia, Mario De Donà ha attraversato la seconda metà del Novecento italiano muovendosi con naturalezza tra grafica, illustrazione, collage, umorismo e comunicazione visiva. Fondamentale, nella sua formazione, anche l’incontro con Bruno Munari. Dal 1961 il lavoro professionale nel graphic design procede parallelamente a una ricerca personale sempre più riconoscibile, asciutta e insieme surreale.
Il percorso espositivo di Pordenone riunisce oltre cinquanta tavole originali e riprende anche una selezione di 100 di Eronda, il progetto promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore e dal Fondo Eronda in occasione del centenario della nascita. Ne emerge un autore che ha saputo costruire un linguaggio personale proprio nel punto d’incontro tra disciplina progettuale e libertà umoristica.
Quelle strisce che Buduàr aveva già riportato alla luce
La sezione più curiosa della mostra è dedicata al fumetto e presenta per la prima volta al pubblico tutti gli originali di PotPot, l’automino, le strisce realizzate per il mensile Autoclubtreviso e pubblicate regolarmente tra il 1972 e il 1973.
Il titolo nasce da un’onomatopea che richiama il rumore del motore a combustione. PotPot è un automobilista qualunque, alle prese con traffico, imprevisti, piccole rabbie, desideri, invidie e assurdità quotidiane. Eronda trasforma questi episodi in osservazioni lampo, spesso surreali, dove il segno grafico e il ritmo della gag funzionano quasi come una macchina perfettamente regolata.
È un versante che Buduàr aveva già contribuito a riscoprire riproponendo le sue strisce “motorizzate”, legate anche all’universo di VrumVrum. Viste oggi, quelle pagine mostrano con particolare chiarezza quanto il fumetto fosse per Eronda una naturale estensione della sua idea di grafica: anche i rumori, le lettere e le onomatopee diventano elementi visivi e narrativi.


Da Buduàr al libro “VrumVrum, PotPot”
Questa produzione è tornata recentemente anche in volume con VrumVrum, PotPot. Comic strip & humour graphic, pubblicato nel 2025 da Graphe.it. Il libro, curato da Erik Balzaretti e con una postfazione di Gianni Brunoro, raccoglie e contestualizza proprio il lato più “motorizzato” e onomatopeico dell’umorismo di De Donà.
Non è un dettaglio secondario che proprio Balzaretti e Brunoro firmino anche i testi di accompagnamento della mostra di Pordenone: il primo come curatore del Fondo Eronda e studioso di illustrazione, grafica e umorismo; il secondo come critico letterario e storico del fumetto.
Un “designer di periferia” diventato internazionale
Eronda amava definirsi, con una formula che oggi suona quasi programmatica, un “designer di periferia”. Lavorava lontano dai grandi centri del design italiano, ma mantenendo un dialogo costante con la cultura grafica nazionale e internazionale. Nel corso della carriera ha ottenuto riconoscimenti importanti: dal Dattero d’Oro al Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera nel 1969 alla mostra personale al Museum of Contemporary Art di Skopje nel 1973, fino alla menzione d’onore al Salon international du Montreal nel 1979, al Gran Premio Scacchiera di Umoristi a Marostica nel 1992 e al Grand Prix Marco Biassoni Cartoon Contest di Gallarate nel 2003.
Forse è proprio questa posizione laterale ad aver contribuito a rendere meno conosciute alcune parti della sua produzione. Ed è anche per questo che oggi vale la pena tornare a guardarle: non come curiosità d’archivio, ma come tasselli di un linguaggio ancora sorprendentemente moderno. Possibilmente facendo PotPot.
Eronda – Il rigore dell’ironia
Palazzo del Fumetto, Pordenone
Inaugurazione: venerdì 11 settembre, ore 17
In mostra oltre cinquanta tavole originali e l’intero corpus originale di PotPot, l’automino.
Testi di Erik Balzaretti e Gianni Brunoro.

