Più di cento numeri, anni di satira, caricatura, illustrazione e umorismo raccolti in un unico strumento di ricerca. Buduàr apre ai lettori il suo nuovo Indice analitico: una porta d’ingresso all’archivio della rivista, pensata per ritrovare autori, opere e presenze pagina dopo pagina.
Quando una rivista supera la soglia dei cento numeri, il suo archivio smette di essere soltanto una raccolta di fascicoli. Diventa una piccola storia da interrogare.
Per questo abbiamo preparato l’Indice analitico di Buduàr, uno strumento che permette di attraversare in modo semplice il patrimonio accumulato dalla rivista dal numero zero a oggi.
Un archivio da consultare, non soltanto da sfogliare
L’indice raccoglie alfabeticamente i nomi presenti nei fascicoli di Buduàr e consente di individuare rapidamente le relative occorrenze. Le lettere dell’alfabeto permettono di restringere subito la ricerca e ogni riferimento conduce al numero della rivista interessato.
È un modo diverso di entrare in Buduàr: non più soltanto numero dopo numero, ma seguendo un autore, un nome, una traccia che attraversa gli anni.
La memoria di Buduàr diventa navigabile
Dal 2012 Buduàr racconta l’arte leggera nelle sue molte forme: vignetta, satira, caricatura, fumetto, illustrazione, grafica, storia e critica dell’umorismo. In oltre cento uscite si è formato un patrimonio vastissimo di collaborazioni, citazioni, riscoperte e incontri.
L’Indice analitico nasce per rendere questo patrimonio più accessibile a lettori, studiosi, collezionisti e curiosi. Ed è anche un primo passo verso una valorizzazione sempre più ampia dell’archivio storico della rivista.
Un lavoro che continua
L’indice è già consultabile, ma un archivio vivo non è mai definitivamente concluso. Continueremo a verificarlo, arricchirlo e perfezionarlo insieme alla crescita della rivista.
Dietro quelle lettere dell’alfabeto ci sono centinaia di autori e migliaia di pagine. Adesso possiamo cominciare a contarle davvero.
Esplora l’Indice analitico di Buduàr e prova a cercare un nome: potresti scoprire quanto è lunga la memoria dell’arte leggera.



