B.C., quando la preistoria aveva già tutti i nostri problemi

Copertina di Il libro magico di B.C. di Johnny Hart, Oscar Mondadori, 1976

Meglio tardi… recensioni vintage

All’inizio non c’è quasi nulla: qualche roccia, un orizzonte vuoto, animali che sembrano sapere più degli uomini e una piccola comunità di cavernicoli già alle prese con tutti i problemi della civiltà. È questo il paradosso irresistibile di B.C.: Johnny Hart ambienta le sue strisce nella preistoria, ma parla continuamente del presente. Il libro magico di B.C., pubblicato da Mondadori nel marzo 1976, conserva intatta questa macchina comica essenziale e sorprendentemente moderna.

Il mondo prima del mondo

La serie, nata nel 1958, prende il nome dalla sigla inglese di “before Christ”, avanti Cristo. Hart immagina un’umanità ancora agli inizi e le consegna, con largo anticipo, istituzioni, abitudini, paure e nevrosi che conosciamo benissimo. I suoi cavernicoli inventano oggetti, discutono di denaro, autorità, amore, lavoro, cultura e progresso. Ogni scoperta promette di semplificare la vita e finisce spesso per complicarla: la storia dell’uomo, condensata in poche vignette, sembra cominciare già con un difetto di fabbricazione.

Il titolo italiano insiste sulla magia, ma il vero prodigio è la capacità di Hart di ottenere molto con pochissimo. Il paesaggio è ridotto a una linea, a un sasso, a un albero; i personaggi sono riconoscibili attraverso pochi tratti e una postura. Proprio questa economia rende la battuta più netta. Non c’è arredamento che distragga: rimangono il tempo dell’attesa, il dialogo e l’ultimo scarto che rovescia il senso della scena.

Un’anacronistica attualità

L’anacronismo è il motore della serie, non un semplice ornamento. La ruota, il commercio, la burocrazia o i mezzi di comunicazione entrano nel mondo preistorico come idee appena scoperte, e per questo possono essere osservati da zero. Hart li priva dell’abitudine che normalmente li protegge e ne mostra subito l’assurdità. Il lettore ride dei cavernicoli, ma riconosce senza difficoltà il proprio ufficio, la propria famiglia, la politica, le mode e quel bisogno molto contemporaneo di trasformare ogni novità in un sistema.

La forza di B.C. sta anche nel suo cast. Più che eroi, i personaggi sono atteggiamenti umani: l’ingenuo, lo scettico, l’inventore, il vanitoso, il burbero, il filosofo occasionale. Si muovono in una comunità minuscola che contiene già un’intera società. Le loro differenze permettono alla battuta di nascere non soltanto dall’evento, ma dal modo in cui ciascuno lo interpreta. Una domanda apparentemente semplice può diventare disputa metafisica; un’invenzione elementare può provocare un conflitto di interessi.

Il silenzio prima della battuta

Rilette in volume, le strisce mostrano bene quanto Hart sapesse usare il ritmo. Una parte decisiva dell’umorismo è affidata alle pause, agli sguardi e agli spazi bianchi. Il disegno non illustra la frase: prepara il terreno, trattiene per un momento la risposta e lascia che sia il lettore a completare il meccanismo. È una comicità asciutta, capace di passare dal gioco di parole alla riflessione esistenziale senza cambiare tono.

Naturalmente non tutto invecchia allo stesso modo. Alcune situazioni risentono dei ruoli e delle convenzioni sociali dell’epoca; certe battute dipendono dalla traduzione o da un gusto oggi meno immediato. Ma l’architettura della striscia resta solidissima. Quando Hart mette in scena l’ambizione, la pigrizia, il desiderio di comandare o l’illusione del progresso, la distanza di mezzo secolo si accorcia in fretta.

Un Oscar da tenere a portata di mano

L’edizione italiana ha anche il fascino materiale degli Oscar Mondadori che portarono in libreria e in edicola molta parte del fumetto internazionale. Il formato tascabile invita a una lettura intermittente: poche pagine, una pausa, poi di nuovo dentro quel deserto affollato di idee. Il volume raccoglie materiali provenienti da One More Time, Dip in the Road, Life Is a Seventy-Five Cent Paperback e It’s a Funny World, tradotti da Ranieri Carano.

Il libro magico di B.C. non ha bisogno di nostalgia per funzionare. La carta, il formato e la grafica lo collocano con precisione negli anni Settanta italiani, ma le sue domande sono rimaste sulla scrivania: perché ogni comodità genera una nuova fatica? Perché il potere appare ridicolo anche quando è appena nato? E perché, dopo migliaia di anni, continuiamo a comportarci come se la ruota fosse stata inventata ieri?

Scheda bibliografica

Johnny Hart, Il libro magico di B.C., Arnoldo Mondadori Editore, collana Oscar Mondadori, prima edizione, marzo 1976. Traduzione di Ranieri Carano. 128 pagine, brossura, formato 13 × 18,5 cm. Prezzo di copertina: 950 lire. Archivio Palex: APX-000040.