Franco Battiato raccontato attraverso 238 vignette. Non una biografia illustrata nel senso più prevedibile del termine, né un omaggio costruito soltanto sulla nostalgia, ma un viaggio in tre tappe dentro le molte identità di uno degli artisti italiani più difficili da racchiudere in una definizione.
È il progetto firmato da Maurizio Di Bona e Alessio Cantarella, articolato in tre volumi pubblicati da Mimesis: L’Alieno (2023), L’Artista (2025) e L’Apolide, terzo capitolo conclusivo. A tenere insieme il percorso sono una pluralità di voci e, soprattutto, le 238 vignette che accompagnano e allargano il racconto con uno sguardo ironico, laterale e spesso spiazzante.
L’Alieno: Battiato prima di Battiato
Il primo volume segue il Battiato più lunare e sperimentale: il giovane siciliano che approda a Milano negli anni Settanta, attraversa l’elettronica e l’avanguardia e finisce poi, quasi paradossalmente, per conquistare il grande pubblico negli anni Ottanta.
È già sufficiente questo passaggio per capire quanto il personaggio si presti poco alla biografia lineare. Battiato cambia linguaggi, generi e riferimenti con una naturalezza che rende difficile stabilire dove finisca una fase e ne cominci un’altra. Dalla sperimentazione al pop, dalla musica colta alla ricerca del sacro, la traiettoria sembra procedere più per deviazioni che per tappe prestabilite.
Ed è proprio qui che la vignetta può fare qualcosa che una normale cronologia biografica non riesce a fare: interrompere il racconto, contraddirlo, alleggerirlo e qualche volta sintetizzarlo in una sola immagine.
L’Artista oltre la musica
Il secondo volume sposta invece lo sguardo su aspetti meno conosciuti dal grande pubblico. C’è il Battiato regista di cinema e teatro e c’è soprattutto il pittore, autore di opere ispirate all’iconografia bizantina firmate con lo pseudonimo di Süphan Barzani.
Compare persino una breve e sorprendente parentesi calcistica precedente all’incontro decisivo con la musica elettronica.
È forse questa molteplicità a rendere particolarmente interessante l’operazione di Di Bona e Cantarella. L’obiettivo non sembra essere quello di aggiungere un’altra statua al monumento Battiato, quanto piuttosto di smontarlo in molti personaggi differenti: il musicista pop e quello sperimentale, il regista, il pittore, l’intellettuale, l’uomo curioso di discipline e mondi apparentemente lontanissimi.
L’Apolide e il viaggio come condizione
Il terzo capitolo porta al centro il tema del viaggio. Non soltanto quello geografico, ma quello culturale e spirituale che attraversa tutta l’opera di Battiato.
Il percorso passa attraverso i luoghi citati nelle canzoni e arriva a una vera e propria geografia dell’anima. Il viaggio diventa così movimento, esplorazione e ricerca: dalle mappe reali alle figure mistiche e ai pensatori che hanno alimentato l’universo intellettuale dell’artista.
È un terreno particolarmente adatto alla vignetta. Battiato ha sempre costruito cortocircuiti: alto e basso, Oriente e Occidente, cultura popolare e pensiero filosofico, ritornelli capaci di entrare nelle classifiche e riferimenti che spingevano l’ascoltatore ad andare a cercare altrove.
Quando la vignetta diventa biografia
Per Buduàr il punto più curioso dell’intero progetto è proprio questo: 238 vignette utilizzate non come semplice decorazione, ma come un secondo livello del racconto biografico.
La caricatura e il disegno umoristico hanno sempre avuto una particolare capacità di raccontare una persona attraverso ciò che una fotografia non mostra. Non hanno l’obbligo della somiglianza assoluta né quello della completezza. Possono scegliere un dettaglio, esasperarlo, metterlo in relazione con un’idea e trasformare una biografia in interpretazione.
Con Battiato il gioco diventa ancora più interessante perché l’oggetto del racconto è un artista che ha trascorso la vita a sottrarsi alle definizioni. Ogni volta che sembrava possibile collocarlo definitivamente da qualche parte, aveva già cominciato a spostarsi.
Alieno, artista, apolide: i tre titoli sembrano allora tre tentativi di definirlo e, contemporaneamente, tre modi per ammettere che una definizione sola non basta.
E forse proprio una lunga sequenza di vignette, ciascuna capace di cogliere un frammento diverso, è uno dei modi più coerenti per raccontare qualcuno che ha fatto del cambiamento una forma di identità.
I volumi
L’Alieno – 2023
L’Artista – 2025
L’Apolide – volume conclusivo
Autori: Maurizio Di Bona e Alessio Cantarella
Editore: Mimesis
Vignette complessive: 238
Fonte della segnalazione: Il Blog di Beppe Grillo, “Battiato in 238 vignette: il viaggio illustrato di Di Bona e Cantarella”.
