Nel 2015 la redazione di Buduàr ha ricevuto un riconoscimento inatteso e prezioso: un ampio servizio televisivo a cura di Chiara Lico all’interno della trasmissione TG2 Storie, lo spazio del telegiornale RAI dedicato ai racconti di vita, alla cultura e alla passione creativa.
Per oltre sei minuti, Buduàr è stato raccontato al grande pubblico come una delle esperienze più originali e longeve del panorama umoristico italiano. Le telecamere del TG2 hanno portato nelle case degli spettatori il mondo ironico, surreale e allo stesso tempo colto che la rivista incarna da sempre.
Protagonisti delle interviste furono Dino Aloi, Marco De Angeli e Alessandro Prevosto, che ripercorsero con entusiasmo la nascita, la filosofia e l’evoluzione del progetto, ricordando come Buduàr sia diventato nel tempo una sorta di laboratorio permanente per autori, disegnatori e scrittori dell’arte leggera.
Il servizio fu arricchito dalla partecipazione straordinaria di Fabio Sironi, che mise a disposizione il suo studio, trasformandolo per l’occasione in un piccolo set televisivo dove le parole si intrecciarono ai disegni, ai ricordi e alle risate. Sironi – illustratore, pittore e artista di rara sensibilità – rappresentava perfettamente lo spirito del giornale: un luogo dove la cultura incontra il sorriso e la satira diventa una forma d’arte raffinata.
Il servizio di TG2 Storie contribuì a portare Buduàr oltre la cerchia dei lettori affezionati, raggiungendo un pubblico più vasto e curiosamente eterogeneo. Fu un momento di orgoglio condiviso, in cui la passione di tanti autori trovò una risonanza nazionale, e il lavoro artigianale della redazione venne riconosciuto per ciò che realmente è: un atto d’amore verso l’umorismo, la parola, il segno e la libertà di pensiero.
Oggi, a distanza di anni, quel servizio resta una tappa significativa nella storia della rivista, un documento prezioso che testimonia come Buduàr abbia saputo conquistare il rispetto della stampa e dell’ambiente culturale italiano, restando fedele alla propria missione: difendere il diritto al sorriso intelligente, alla leggerezza colta e alla satira come strumento di verità.
