Non dire quattro (se non l’hai nel sacco)
La pandemia ancora in corso ha cambiato e cambierà il nostro modo di vivere.
È la frase che si sente ripetere più spesso in questo periodo, recitata quasi come un mantra per esorcizzare cifre e dati che dovrebbero darci la dimensione planetaria dell’emergenza.
Non ho elementi per valutare la veridicità di questa affermazione, ma di sicuro una certezza ci è stata tolta. Una di quelle certezze che arrivano dall’esperienza popolare, fatta di modi di dire e proverbi tramandati nel tempo.
Il popolare detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi” è stato totalmente annullato, soffocato, sbriciolato, vanificato, nonostante la sua origine centenaria.
Non so quanto i nostri lettori al di fuori dell’Italia riescano a comprendere la tragedia.
Era una frase ricorrente che ci dava una certezza sin dal Natale, iniettandoci una dose di coraggio sufficiente a sopportare anche i parenti serpenti che puntualmente, alla fine dell’anno, invadono i nostri spazi vitali, trasformando spesso le feste in una convivenza forzata.
Quest’anno, invece, Pasqua in quarantena.
Con chi c’è.
E bisogna aver culo.
Già che ci siete, passate qualche minuto con noi.
Portiamo il riso.
