Arriva l’Epifania e, come da tradizione, arriva l’Extra di Buduàr dedicato agli auguri.
Scusate l’attacco non proprio originale, ma il fatto di essere arrivati, con successo crescente, a scrivere “Anno IV” sulla copertina ci provoca non poche emozioni e impedisce ai nostri freni inibitori di fare il proprio dovere e farci mantenere il doveroso aplomb.
Questo Extra, di fatto il primo numero del 2015, porta avanti il nostro progetto – sperimentale, se volete – che tenta di avvicinarsi a un umorismo condiviso, alla maniera dell’odierna società internetizzata.
Importante, in questo senso, la collaborazione avviata con i “cugini” di FECO France, che ci ha permesso di realizzare, di fatto, un numero bilingue.
Un esperimento ancora da affinare, ma che tenderemo a ripetere.
Gli auguri degli umoristi
Gli auguri che troverete sfogliando le pagine del nostro “balenottero” altro non sono che i messaggi che gli umoristi, ogni anno e da tempo immemore, si scambiano in occasione delle festività natalizie.
Ma sono auguri un po’ particolari.
Nei disegni e nelle battute si leggono infatti i segni dei tempi, della crisi e del disagio sociale. Affiorano le guerre, la fame, i problemi.
Dimenticate le cartoline mielose, familiari e rassicuranti che trovate ogni anno in cartoleria o nella maggior parte dei profili sui social network.
Qui gli auguri passano attraverso lo sguardo degli umoristi.
E, ancora una volta, l’umorismo e la satira scrivono la storia e raccontano i tempi con una freddezza tale da congelare il sorriso.
