Meglio tardi… recensioni vintage
Prima delle collaborazioni televisive, delle battute scritte per attori e cabarettisti e del lungo lavoro dietro le quinte della comicità italiana, Sergio Cosentino affidò a un piccolo volume autoprodotto le proprie ambizioni d’autore. Da Dadaista a dadaumpa, pubblicato da MALEdizioni nel novembre 1985, è un oggetto editoriale artigianale e insieme una dichiarazione d’intenti: trasformare il gusto del paradosso, la cultura popolare e la voglia di spettacolo in narrativa umoristica.
Un esordio fatto in casa
Il libro appartiene a quella categoria di pubblicazioni che raccontano un autore anche attraverso la propria forma. La grafica semplice, l’impostazione dattiloscritta e la produzione lontana dai grandi circuiti editoriali non sono elementi accessori: restituiscono il clima di un esordio costruito con mezzi limitati e molte idee. La prefazione di Piero Mazzarella e l’intervento di Fabrizio Caleffi, indicato per prefazione ed editing, inseriscono il volume in una rete milanese di teatro, cabaret e scrittura comica.
Il titolo accosta il dadaismo alla “dadaumpa”, parola diventata familiare grazie allo spettacolo televisivo e alla cultura leggera. È un programma poetico in miniatura: da un lato l’assurdo delle avanguardie, dall’altro il ritmo dello show. Cosentino si muove precisamente in questo spazio, cercando una comicità che possa essere letta ma che sembri già chiedere una voce, un tempo scenico e un pubblico.
Parodie, equivoci e accumulazioni
I racconti mostrano un autore attratto dall’accumulo. Una situazione inizialmente riconoscibile viene caricata di deviazioni, doppi sensi e spiegazioni sempre meno plausibili, fino a perdere ogni rapporto con la logica ordinaria. Il meccanismo è quello del cabaret narrativo: non conta soltanto il punto d’arrivo, ma la capacità di tenere in movimento la premessa e di rilanciarla continuamente.
In Chewingum City, per esempio, l’apparenza di una vicenda poliziesca scivola verso una surreale questione di genealogia canina. Il racconto procede per cambi di direzione, facendo crescere l’assurdo all’interno di una struttura che imita i generi popolari. Non è la parodia distaccata di chi osserva dall’esterno: Cosentino entra nel meccanismo narrativo e lo porta deliberatamente fuori strada.
In viaggio con Hemingway sceglie invece un bersaglio celebre. Lo scrittore americano viene sottratto al monumento letterario e trascinato dentro una caricatura irriverente, costruita sui comportamenti, sui luoghi biografici e sull’immagine pubblica dell’autore. Il divertimento nasce dal contrasto fra il peso del personaggio e la leggerezza del trattamento.
La battuta prima della misura
Il libro possiede l’energia tipica delle opere iniziali: vuole mostrare molte possibilità e non sempre decide quale sacrificare. L’inventiva è evidente, ma alcuni racconti si dilungano prima di raggiungere la chiusura. La proliferazione degli equivoci, efficace quando aumenta la tensione comica, può anche attenuare l’impatto della battuta conclusiva.
È un limite significativo, ma istruttivo. Letto a distanza di oltre quarant’anni, Da Dadaista a dadaumpa permette di osservare un autore mentre mette alla prova strumenti che saranno centrali nel suo lavoro successivo: la scrittura per una voce precisa, la deformazione dei personaggi noti, la battuta innestata nella narrazione e l’attenzione al ritmo dello spettacolo.
Cosentino avrebbe poi lavorato come autore e battutista per numerosi interpreti della comicità italiana e per produzioni televisive, cinematografiche e teatrali. Il suo sito ufficiale ricorda un’attività che attraversa cabaret, televisione, cinema ed editoria; altre fonti documentano collaborazioni con artisti come Massimo Boldi, Enrico Montesano ed Enrico Beruschi e con programmi di grande diffusione. Il libretto del 1985 non anticipa automaticamente ogni esito successivo, ma ne contiene già alcuni riflessi.
Perché recuperarlo
Il valore di questa pubblicazione non dipende soltanto dalla rarità o dalla curiosità bibliografica. È la fotografia di un passaggio: il momento in cui un giovane cabarettista prova a trasformare la propria comicità in libro, prima che il mestiere dell’autore lo porti a scrivere soprattutto per la voce e il volto degli altri.
Non tutte le pagine hanno la medesima efficacia e alcune soluzioni denunciano il gusto dell’epoca. Eppure il volume conserva una vitalità riconoscibile. Dietro le ingenuità dell’autoproduzione si vede già la convinzione che l’umorismo sia un lavoro di costruzione: si prende una situazione, la si forza, la si complica e si aspetta il momento in cui la realtà, finalmente, cede alla battuta.
Da Dadaista a dadaumpa è dunque una piccola archeologia della comicità italiana recente. Non un capolavoro dimenticato da proclamare a ogni costo, ma un esordio autentico, pieno di tentativi e di segnali. Ed è proprio questa combinazione di entusiasmo, eccesso e mestiere ancora in formazione a renderlo degno di essere ritrovato.
Scheda bibliografica
Sergio Cosentino, Da Dadaista a dadaumpa, MALEdizioni, prima edizione, novembre 1985. Prefazione di Piero Mazzarella; prefazione ed editing di Fabrizio Caleffi. Stampa Centro grafico Ciba-Geigy. 92 pagine, brossura, formato 14,5 × 20,5 cm. Prezzo originale: 14.750 lire, IVA inclusa. Archivio Palex: APX-000041.

