Capitan Klutz: quando Don Martin mandò il supereroe a sbattere contro il muro

Copertina di Capitan Klutz di Don Martin, Eureka Pocket n. 26, Editoriale Corno, 1975

Meglio tardi… recensioni vintage

Nel 1975 Editoriale Corno portava negli Eureka Pocket Capitan Klutz, il supereroe più improbabile di Don Martin. Mezzo secolo dopo mantello, calzamaglia e superpoteri hanno invaso cinema e televisione, ma questo campione dell’inettitudine continua a ricordarci che per prendere in giro gli eroi non serviva aspettare che diventassero un’industria.

Un supereroe, ma per modo di dire

Il mantello c’è. La maschera pure. C’è perfino quella posa che dovrebbe comunicare immediatamente al cittadino in pericolo che finalmente è arrivato qualcuno capace di sistemare tutto.

Il problema è che quel qualcuno è Capitan Klutz.

E a quel punto sarebbe prudente cominciare a preoccuparsi.

Nell’agosto del 1975 l’Editoriale Corno dedicava il numero 26 della collana Eureka Pocket al personaggio di Don Martin, uno dei grandi protagonisti dell’umorismo grafico americano legato alla rivista MAD. Il volume italiano arrivava in un momento nel quale il supereroe era già un’istituzione popolare, ma non ancora quella presenza totalizzante nell’immaginario che sarebbe diventata decenni dopo.

Proprio per questo la presentazione firmata da Luciano Secchi è illuminante. Capitan Klutz viene descritto come il rovesciamento del supereroe classico: non il campione organizzato che affronta il crimine con mezzi straordinari, ma un super-brocco che affronta i problemi in maniera disorganizzata e con risultati prevedibilmente disastrosi.

Don Martin non ha bisogno di demolire l’eroe rendendolo malvagio, corrotto o tormentato. Gli basta renderlo irrimediabilmente incapace.

Don Martin: il corpo è già una battuta

Rileggendo oggi queste pagine, ci si accorge rapidamente che la comicità di Don Martin non abita soltanto nei testi.

Anzi, spesso la battuta è già avvenuta prima ancora di leggere il balloon.

Capitan Klutz ha un corpo impossibile: gambe filiformi, piedi enormi, naso smisurato, abiti che sembrano appesi anziché indossati. Si muove come se articolazioni, gravità e anatomia fossero soltanto suggerimenti che Don Martin può tranquillamente ignorare.

In una delle pagine del volume lo vediamo sul suo improbabile mezzo di trasporto, una specie di monopattino che possiede più personalità di molti veicoli supereroistici. Di fronte a un interlocutore che gli chiede se riesca a sentirlo, la risposta arriva perfettamente seria mentre tutto, nel disegno, suggerisce che ci troviamo davanti alla persona meno adatta possibile a qualsiasi missione.

È questa una delle qualità che fanno resistere il lavoro di Martin dopo mezzo secolo: il disegno non illustra la battuta, è parte della battuta.

Le figure si piegano, si allungano, si schiantano. Oggetti e corpi sembrano possedere una consistenza elastica e contemporaneamente dolorosissima. È un umorismo fisico che porta sulla carta qualcosa dello slapstick cinematografico, ma con possibilità ancora maggiori: sulla pagina, infatti, nessuna legge fisica è obbligatoria.

E Capitan Klutz può fallire con una precisione quasi scientifica.

Quando Eureka portava MAD nelle tasche italiane

Questo vecchio pocket è interessante anche come oggetto editoriale.

La pagina dei crediti ci restituisce un modo di pubblicare fumetti che merita di essere ricordato. Eureka Pocket n. 26 uscì nell’agosto 1975 per Editoriale Corno, con Luciano Secchi direttore responsabile e traduttore. I testi sono attribuiti a Don Martin, Dick De Bartolo, Phil Hahn e Jack Hanrahan, mentre i disegni sono di Martin.

Secchi, nell’introduzione, rivendica inoltre di essere stato probabilmente il primo a proporre Don Martin in italiano e ricorda la precedente pubblicazione di Fester-Besetter-Tester. Spiega persino di aver rivisto leggermente la traduzione e fatto rifare il lettering.

Dettagli che oggi possono sembrare marginali, ma raccontano bene il lavoro di mediazione compiuto da collane come questa.

Non si trattava semplicemente di importare materiale americano. Bisognava adattarlo, tradurlo, presentarlo a un pubblico diverso e inserirlo dentro una cultura umoristica italiana che aveva riferimenti propri.

Ed è anche grazie a operazioni editoriali del genere se autori come Don Martin sono diventati familiari a generazioni di lettori italiani.

Cercatelo, soprattutto adesso che i supereroi sono ovunque

Naturalmente cinquantuno anni si vedono.

Alcuni meccanismi comici appartengono chiaramente alla loro epoca, la traduzione conserva inevitabilmente il sapore degli anni Settanta e l’oggetto stesso – formato pocket, carta, impaginazione – arriva da un mondo editoriale ormai lontanissimo.

Ma Capitan Klutz possiede oggi un vantaggio che nel 1975 non poteva avere.

Nel frattempo i supereroi sono diventati un’industria planetaria. Sono stati smontati, ricostruiti, psicanalizzati, trasformati in metafore politiche, parodiati e sottoposti a revisioni sempre più cupe.

Don Martin sceglieva una strada infinitamente più semplice.

Prendeva il supereroe e gli faceva perdere l’equilibrio.

Funzionava allora e, sorprendentemente, funziona ancora.

Non tutto in questo Eureka Pocket ha conservato la stessa forza e sarebbe inutile fingere il contrario. Ma il segno di Martin, il suo senso del movimento e quella capacità di trasformare il corpo umano in una macchina comica restano immediatamente riconoscibili.

Ed è proprio questo il piacere di recuperare oggi un volumetto come Capitan Klutz: non soltanto ritrovare un personaggio, ma rimettere le mani su un modo di fare fumetto umoristico nel quale bastavano carta, inchiostro e una figura disegnata nel modo giusto per produrre un rumore che il lettore riusciva quasi a sentire.

Se lo incontrate in una bancarella o in uno scatolone di vecchi fumetti, non aspettate che Capitan Klutz venga a salvarlo.

Probabilmente finirebbe per distruggere la bancarella.


Scheda del volume

Titolo: Capitan Klutz
Autore e disegni: Don Martin
Testi: Don Martin, Dick De Bartolo, Phil Hahn, Jack Hanrahan
Editore: Editoriale Corno
Collana: Eureka Pocket
Numero: 26
Data: agosto 1975
Anno della collana: VIII
Traduzione: Luciano Secchi
Direttore responsabile: Luciano Secchi
Direzione esecutiva: Maria Grazia Perini
Prezzo originale: 800 lire
Reperibilità: fuori catalogo; da ricercare nel mercato dell’usato e del collezionismo

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