Buduàr 19 - Elena Pongiglione

COPERTINA DI ELENA PONGIGLIONE

Un nuovo numero di Buduàr, con la copertina realizzata dalla bravissima Elena Pongiglione che arricchisce il nostro salotto con verve ironica molto accattivante.

Oltre alle collaudate rubriche ne stiamo approntando altre che compariranno man mano nei prossimi numeri. I collaboratori aumentano e propongono nuove idee su nuovi argomenti. Calzante, a questo proposito, l’articolo di Freddy Colt sulla musica umoristica, a riprova per l’ennesima volta, che Buduàr è un laboratorio dove mescoliamo ingredienti per arricchire un contenitore progettualmente teso al sorriso.

E nel nostro salotto ci sentiamo davvero a nostro agio. Salutiamo anche i nuovi collaboratori come Gianni Burato, Sergio Ippoliti che arricchiscono con grazia le pagine, ma anche l’ottimo Antonio Todde che ci racconta dello straordinario Giuseppe Novello, uno dei più grandi autori italiani, capace con il suo stile ammiccante e pregno di
ironia, di far ridere con uno stile davvero unico. Oltre alla bellezza del disegno di Novello, la riconoscibilità è proprio nella battuta. Pungente ed efficace.
Un focus su Manganaro, uno dei più importanti autori dell’Ottocento ci viene da Francesco Granatiero che da anni conduce importanti ricerche sull’artista. Come dicevo, davvero un numero ricco di articoli e di disegni che spaziano dall’Ottocento al contemporaneo, dalla musica alla grafica per non lasciare spazi inesplorati.
Divertente anche il pezzo su Lucio Trojano, umorista investito a Lanciano della carica di Mastrogiurato (che sembra una cosa seria); ringraziamo anche gli amici di Internazionale che hanno ospitato nel loro concorso opere pubblicate su Buduàr e soprattutto li ringraziamo per aver premiato il disegno di Marco De Angelis che trovo delizioso. Alcuni lettori ci fanno notare che Buduàr è troppo ricco di cose. Ed è vero, anche se ogni numero rimandiamo alcune pagine al successivo.
Ma Buduàr può durare un mese. Si può guardare, riguardare, gustare con calma anche a piccole dosi per goderne al meglio l’essenza.
Come un liquore profumato, da sorseggiare o un fiore delicato da cogliere.
Buon numero 19.

Una piccola considerazione finale a titolo personale. Qualcuno legge l’editoriale? Io per anni non li ho letti, andando direttamente alle pagine dei giornali. Poi nel tempo ho imparato ad usarli come guida introduttiva a ciò che poi avrei trovato. Questo in qualche modo è il compito dell’editoriale. Non necessariamente la linea o gli intenti, ma una guida.
Ho seguito una lectio magistalis dell’ottimo Gianni Riotta sulle nuove frontiere del giornalismo, tra la carta e l’on-line, che mettono in discussione la struttura stessa del giornale. E la domanda che mi è sorta è proprio questa, ovvero il senso dell’editoriale.
Per questo, se qualcuno lo legge, ce lo dica, per cercare di andare incontro a quella lettura non verticalizzata ma orizzontale che ci aiuta a creare un prodotto il più possibile leggibile e interattivo con i lettori. Credo che l’editoriale sia una parte strutturale portatrice dell’identità della testata. Ma vorrei avere opinioni esterne a riguardo.

Leggi Buduàr 19

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